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La nascita de L'Ufficio Moderno

Copertina illustrata del numero di marzo-aprile 1927 de L’Ufficio moderno. La copertina presenta una rappresentazione artistica di Mercurio seduto con una penna d’oca e circondato da materiali d’ufficio, a simboleggiare il progresso e l’innovazione nelle pratiche aziendali.

Il Mercurio alato, prima copertina de L'Ufficio moderno. Biblioteca Bocconi.

Fondato nel 1926 da Francesco Muscia, l’Ufficio moderno riscuote da subito un grande apprezzamento. Con l’arrivo di Guido Mazzali alla direzione prende corpo il progetto di una rivista come “centro di studi e di incontri per la moderna organizzazione aziendale” e nel 1929 L'Ufficio moderno diventa anche società editrice.

In quegli anni L'Ufficio moderno trova una sua formula stabile e riconoscibile, con editoriali di apertura sempre firmati Noi e le rubriche fisse curate da Mazzali dietro pseudonimi di fantasia come: Consensi e dissensi di Labarre, Libri in vetrina, Opinioni giuridiche, Idee progetti realizzazioni, Gli altri fanno così.

Ritratto digitale formale in bianco e nero di Guido Mazzali.

Guido Mazzali

(Suzzara 1895 – Milano 1960) è stato un politico, giornalista e pubblicitario.

Militante del Partito socialista, alla vigilia del primo conflitto mondiale si distingue nella campagna contro l'entrata dell'Italia in guerra.

Alla fine del conflitto approda a Milano alla redazione dell'Avanti! dove rimane fino al 1926 quando le leggi fasciste gli impediscono di svolgere la sua attività di giornalista.

Dal 1927 al 1938 Mazzali dirige la rivista tecnica di organizzazione aziendale e di pubblicità L'Ufficio moderno.

Nel 1940 viene arrestato e inviato al confino tornando in libertà solo alla caduta del fascismo. Segretario provinciale e regionale del PSI, nel 1948 viene eletto deputato.

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